Diocesi di Vicenza
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Mercoledì 8 Novembre 2017
Domenica si celebra la Giornata del Ringraziamento: i materiali per l'animazione in parrocchia. Guarda il video.    versione testuale






 
Domenica 12 novembre 2017 si celebra la 67^ giornata nazionale del Ringraziamento: festa del mondo rurale italiano in tutte le sue espressioni.

Sono raccolti in questa pagina diversi sussidi e ausili per i parroci  che prevedono di organizzare una speciale domenica di ringraziamento in collaborazione con gli agricoltori della propria comunità. 
 
 
  
  

 All’uomo della strada, a quello che ogni mattina fatica per guadagnare per sé e per la propria famiglia il pane quotidiano, potrebbe sorgere spontanea una domanda: “Visto che l’anno trascorso non è stato felice sotto il punto di vista meteorologico con neve, grandine e siccità per non parlare degli eventi sismici che hanno funestato il Centro Italia, perché ringraziare il Signore?”. La risposta la troviamo nella religiosità del mondo agricolo che è sempre andato oltre i fenomeni atmosferici e i bilanci economici. Per l’agricoltore la terra va sempre lavorata nonostante le ferite che periodicamente possono anche devastarla. Per questo la Giornata del Ringraziamento per gli imprenditori agricoli è una consuetudine preziosa che ha lo scopo di presentare al Signore gioie e speranze, fatiche e delusioni, ma soprattutto la consapevolezza del loro ruolo importante nella società, nella produzione di cibo e nella tutela dell’ambiente. Ogni campo coltivato, ogni animale allevato offrono motivo di ringraziare il Signore che ogni anno ripete il miracolo dell’autunno e prepara quello gioioso della primavera. L’agricoltore non è un uomo che si rassegna, ma vede nel seme la forza della vita che si rinnova continuamente anche quando la terra viene violentata dal terremoto o dall’avidità dell’uomo.

È questa spiritualità concreta, che si tocca con mano, che si vede con gli occhi, che si assapora con i sensi che spinge molti giovani, in questi ultimi anni, a cimentarsi, a scendere in campo come imprenditori prendendo in mano l’azienda dei nonni o dei genitori oppure, ex novo, cambiando completamente stile di vita. In agricoltura il giovane entra con freschezza di idee, aperto all’innovazione senza trascurare il legame con il passato mettendo così, con passione e intelligenza, in armonia terra, territorio e società, in un’ottica multidisciplinare e multifunzionale per un’economia sostenibile che guarda al bene degli uomini e della terra dove vivono. Sono loro i traghettatori verso una sempre più responsabile agricoltura che guarda al reddito, ma non al profitto a tutti i costi, che si impegna per dare cose buone da mangiare e insieme per salvare l’ambiente dal degrado e così renderlo vivibile.

Questo vivibile è un concetto importantissimo perché fa emergere l’idea di qualità della vita e apre ad una dimensione nuova del coltivare e custodire la terra e cioè a processi di produzione capaci di rispettare l’ambiente  così che l’uomo possa vivere il territorio come bellezza  e dono.

È nella bellezza del nostro territorio che sta la ricchezza del nostro Paese, una bellezza concreta che abbraccia tanti settori e che oggi si sono messi a lavorare insieme con armonia di intenti. Infatti, l’agricoltura odierna con il sistema multifunzionale non produce solo cibo, ma anche ambiente, salute, prossimità, servizi, etica, cultura. Questo significa produrre in un ottica di servizio alla città, alla coesione sociale, alla bellezza dei nostri paesaggi.

Un passaggio importantissimo che sta avvenendo nella nostra agricoltura italiana è l’apertura della famiglia agricola all’esterno, cioè alla vendita diretta, alla filiera corta, al prodotto diversificato, al farsi riconoscere per la tipicità e stagionalità dei prodotti.

Tutto questo si sta dimostrando veicolo educativo per un modello nuovo di società aperta al dialogo, ai valori e all’etica e questo fa cultura. Il futuro infatti è legato alla qualità della vita, dell’ambiente, dell’aria, dei boschi, dei fiumi.

Inoltre l’assemblea delle Nazioni  Unite, proclamando il 2017, “Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo”, chiede all’agricoltura di fare passi in avanti per non perdere questa grande vetrina ambientale, economica, culturale, sociale. Il turismo è un pilastro dell’economia. Un pilastro ambasciatore di sviluppo dove vincente è la combinazione cultura, ambiente e cibo che sono attrattiva turistica. Il settore agricolo può avere un ruolo strategico perché ha al centro il territorio, per l’ottima reputazione del made in Italy e per la crescente integrazione con l’economia nelle diverse filiere agroalimentari.

Urge allora una offerta agrituristica autentica, rigorosa, coerente, fortemente legata alla cultura locale e tradizionale con comportamenti etici e responsabili così da non tradire l’invito di Dio a custodire e coltivare la Terra.

don Elia Lunardi

Assistente Coldiretti Vicenza

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