Diocesi di Vicenza
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Venerdì 3 Novembre 2017
Eredità e Futuro della Chiesa Vicentina    versione testuale
Un convegno a 30 anni dalla fine del Sinodo diocesano






 

Ricorre quest’anno il trentesimo anniversario della conclusione del XXV Sinodo diocesano. Era, infatti, la domenica 7 giugno 1987 quando l’allora vescovo di Vicenza Arnoldo Onisto chiudeva questo evento di grazia dal titolo “Sulla strada del Regno di Dio la Chiesa incontra l’uomo e il mondo”.

 

Furono tre anni intensi (1984-1987), di grande importanza per allora e per il cammino successivo che la Chiesa berica avrebbe compiuto.

Come ricordava mons. Onisto nel decreto di promulgazione “la data di inizio e la data di conclusione coincidono con la solennità di Pentecoste. Riconosciamo infatti - scriveva il Vescovo - nello Spirito Santo, il principale artefice del grande avvenimento che ha segnato la vita della diocesi in questi tre anni, e sicuramente continuerà a segnarla negli anni futuri”.

 

Doveva essere nell’idea del vescovo Onisto “un piccolo Sinodo”, in realtà toccò le dimensioni fondamentali dell’essere cristiano e della vita della comunità. Furono quattro gli ambiti considerati dell’impegno pastorale: l’evangelizzazione, la comunione e la corresponsabilità nelle parrocchie, la Chiesa e i poveri, l’impegno sociale e politico.

 

Con il 25° Sinodo, la Chiesa di Vicenza si impegnò a recepire le grandi novità conciliari e a tradurle nella vita ordinaria. Lo fece proprio assumendo lo stile sinodale come cifra distintiva di una nuova stagione ecclesiale.

Fu un sinodo pastorale caratterizzato da una grande partecipazione di popolo e dal fatto che per la prima volta fu ascoltata ed ebbe rilevanza la parola dei laici. Più di seicento i delegati (la maggioranza laici), divisi in venti gruppi di lavoro, con quattro commissioni sinodali (una per ambito) più la Commissione centrale e la Presidenza.

Facevano parte della presidenza oltre al vescovo Arnoldo Onisto e il vescovo ausiliare Carlo Fanton, i vicepresidenti don Renato Tomasi, suor Gabriella Lancini, Mario Serafin e Rita Pinto e il segretario generale don Gianfranco Cavallon.

 

A trent’anni di distanza la nostra Chiesa è impegnata in un altro tratto di cammino impegnativo, per molti versi faticoso ma al contempo entusiasmante. Quanto in quell’evento ci sono anche semi dell’esperienza pastorale che la nostra chiesa sta vivendo oggi e quanto si possono ritrovare semi del cammino futuro? A partire da questo interrogativo è stato pensato questo convegno in programma sabato 11 novembre al Centro Onisto, in Borgo S. Lucia, 51 a Vicenza dal titolo “Eredità e futuro - A 30 anni dalla conclusione del XXV Sinodo diocesano” che vuole rappresentare l’occasione per fare memoria di un evento che ha segnato la vita ecclesiale della diocesi e coglierne l’eredità per l’oggi. L’appuntamento promosso dall’Ufficio per il coordinamento della pastorale in collaborazione con la Consulta delle Aggregazioni laicali e il settimanale La Voce dei Berici prevede alle ore 15 l’inizio dei lavori con l’intervento di mons. Beniamino Pizziol, vescovo di Vicenza che introdurrà la tavola rotonda “Eredità e futuro – A 30 anni dalla conclusione del XXV Sinodo diocesano alla quale interverranno: mons. Gianfranco Cavallon, suor Gabriella Lancini, mons. Renato Tomasi, Mario Serafin (tutti già componenti della presidenza del XXV Sinodo diocesano), Donatella Mottin (attuale moderatrice Consiglio pastorale diocesano).

 

Modera Lauro Paoletto (direttore settimanale diocesano La Voce dei Berici). Conclude d. Flavio Marchesini (Direttore Ufficio Coordinamento pastorale).

 

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