Diocesi di Vicenza
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Mercoledì 11 Ottobre 2017
Sarà beato padre Tullio Maruzzo, missionario vicentino morto martire in Guatemala nel 1981   versione testuale
Un altro grano nel Rosario di santità della Chiesa Vicentina






 

Lunedì 9 ottobre Papa Francesco ha autorizzato la Congregazione per le Cause dei Santi a promulgare i decreti riguardanti alcuni Servi di Dio di cui si è concluso il Processo canonico in vista della loro Beatificazione: tra loro anche il missionario vicentino Tullio Maruzzo, dei Frati Minori Francescani, originario di Lapio di Arcugnano.

La decisione del Papa è molto bella e significativa per l’esito positivo riconosciuto al lungo e accurato procedimento di analisi e verifica della vita di questo nostro conterraneo, ucciso il 1° luglio 1981 nei pressi di Los Amates (Guatemala) insieme al laico Luigi Obdulio Arroyo Navarro, del Terzo Ordine di San Francesco.

Ma è importante notare che il decreto non riconosce solo la “eroicità delle virtù”, come reso noto il 4 maggio scorso per i vicentini cardinale Elia Dalla Costa e madre Giovanna Meneghini, ma dichiara il “martirio” di P. Tullio e del compagno ucciso con lui: per la Chiesa è la espressione più evidente e onorabile di santità, tanto che in questo caso, canonicamente, non è richiesto il miracolo che solitamente si attende come “sigillo” soprannaturale al riconoscimento della santità.

E il “martirio” che viene attribuito a questo generoso missionario è proprio quello “in odio alla fede”, cioè risultato dall’avversione degli uccisori per la testimonianza di vita cristiana data dai due “martiri” con le loro parole e con le loro scelte di vita, soprattutto la vicinanza alla povera gente e la difesa dei più deboli e sfruttati.

Lo scorso 11 luglio Papa Francesco ha riconosciuto come ulteriore, valido, criterio per attestare la santità di un Servo di Dio il martirio della carità, ovvero l’aver offerto la propria vita per aiutare i fratelli: nel caso di P. Tullio, invece, viene dichiarato che la sua morte cruenta è stata la conseguenza non solo del suo stile di vita evangelico, ma anche dalla volontà degli aguzzini di soffocare la sua testimonianza di fede al Signore Gesù, proprio come è accaduto agli Apostoli e ai primi cristiani perseguitati in Palestina e poi alla grande schiera dei Martiri in tutti i secoli e in tante parti del mondo.

Resta da attendere la decisione ultima del Papa riguardo alla data della Beatificazione, che avverrà quasi sicuramente in Guatemala, dove si trova la sua tomba, nella chiesa parrocchiale di Quiriguà.

Per noi una ulteriore, preziosa, provocazione alla serietà e fecondità della vita cristiana autentica, presentataci in tutte le sue sorprendenti sfacettature dalla “corona dei Santi e Beati della nostra terra”, come ama dire il Vescovo Beniamino quando si trova a considerare i tanti esempi di santità che ha incontrato e continua a incontrare nella Diocesi di Vicenza.

 don Fabio Sottoriva