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Statuto del Consiglio Pastorale Diocesano    versione testuale
Aggiornato a marzo 2014






Costituzione e compiti

1. Il Consiglio pastorale diocesano, è segno e strumento della comune partecipazione alla missione della Chiesa particolare di tutti i fedeli nella diversità degli stati di vita, dei carismi e dei ministeri. In esso si manifesta la «pluriformità» e l’unità della vita ecclesiale attorno al ministero del Vescovo fondate sul sacerdozio battesimale comune a tutti i fedeli.1

2. Il Consiglio pastorale diocesano, costituito nella Diocesi di Vicenza a norma del can. 511 del Codice di Diritto Canonico, è formato da fedeli in piena comunione con la Chiesa laici, ministri sacri e membri degli istituti di vita consacrata.2

3. E’ compito del Consiglio pastorale diocesano studiare, valutare e proporre conclusioni operative su tutto ciò che riguarda la vita pastorale della Diocesi, offrendo al Vescovo elementi utili per formulare le indicazioni e gli orientamenti necessari al bene del popolo di Dio, che gli è affidato.3

4. Oltre che dalle norme del diritto universale (cann. 511-514) il Consiglio pastorale diocesano è retto dalle norme del presente Statuto (can. 513 § 1).


Composizione

5. Il Consiglio pastorale diocesano è composto da:

- un rappresentante laico eletto in ogni vicariato con popolazione al di sotto dei trentamila abitanti e due rappresentanti laici eletti in ogni vicariato con popolazione superiore;

- la Presidenza della Consulta delle aggregazioni laicali;

- quattro laici designati dai Responsabili degli uffici pastorali diocesani (con particolare attenzione alle forme di ministerialità laicali avviate in Diocesi e alla dimensione sociale e missionaria);

- quattro laici designati dalla Commissione diocesana di pastorale giovanile;

- due coppie di sposi designate una dall’ufficio della pastorale del matrimonio e della famiglia e una dall’ufficio di coordinamento pastorale;

- due immigrati scelti nei centri pastorali per immigrati, operanti in Diocesi;

- sette presbiteri eletti per ogni zona pastorale;

- due religiosi, in rappresentanza dei religiosi presenti in diocesi;

- tre religiose, in rappresentanza delle religiose presenti in diocesi;

- un rappresentante degli istituti secolari;

- un diacono permanente;

- tre membri “ex officio” (il Direttore dell’ufficio per il coordinamento della pastorale, il Delegato vescovile per il laicato, il Segretario del Consiglio);

- altri fedeli (fino a tre) nominati dal Vescovo.4


6. In relazione ai temi trattati, sono di volta in volta invitati a partecipare alle sedute del Consiglio i responsabili degli uffici pastorali interessati. Potranno essere invitati anche altri esperti, che per le loro competenze siano in grado di offrire uno specifico contributo.

7. Le norme relative alle modalità di elezione sono definite dal regolamento allegato allo Statuto.


Funzionamento

8. E’ dovere di ciascun membro del Consiglio pastorale diocesano partecipare fedelmente e attivamente alle riunioni.
Chi senza giustificazione, comunicata alla segreteria, risulta assente delle riunioni per tre volte in un anno, decade dall’incarico.

9. Spetta al Vescovo convocare il Consiglio Pastorale, presiederne le riunioni, approvare l’ordine del giorno predisposto dalla Segreteria e le conclusioni operative a cui il Consiglio perviene.

10. Nelle riunioni si esaminano i temi previsti nell’ordine del giorno. Previa approvazione del Vescovo possono essere trattati anche argomenti in precedenza proposti alla Segreteria dai consiglieri, dai Consigli pastorali vicariali, dagli uffici diocesani, dalle aggregazioni laicali.5

11. Il Consiglio presenta al Vescovo, come proprio contributo sui singoli temi discussi, le indicazioni e gli orientamenti che sono stati approvati dalla maggioranza semplice dei presenti.

12. Il Consiglio pastorale diocesano può nominare gruppi dì studio per l’approfondimento di problemi e situazioni pastorali particolari.6

13. Il Consiglio pastorale diocesano cura un particolare rapporto di collaborazione con il Consiglio presbiterale, che attua attraverso riunioni congiunte delle Segreterie e se necessario con sedute comuni dei due Consigli su problemi specifici.

14. Il Consiglio pastorale diocesano si incontra almeno tre volte l’anno e si auspica che quello di inizio mandato sia sufficientemente lungo da permettere la conoscenza reciproca e una maggiore condivisione.
 

Organismi

15. L’attività del Consiglio è coordinata dalla Segreteria, composta dal Moderatore, dal Segretario, dal Direttore dell’Ufficio per il coordinamento della pastorale e da sei membri eletti dal Consiglio, di cui quattro laici, un membro di un istituto di vita consacrata e un ministro ordinato.

16. La Segreteria ha i seguenti compiti: preparare l’ordine del giorno da proporre al Vescovo; preparare le sedute del Consiglio avvalendosi della collaborazione degli uffici pastorali della Diocesi; tenere i collegamenti con gli altri organismi diocesani.

17. Il Moderatore è nominato dal Vescovo tra i membri del Consiglio e ha il compito di dirigerne i lavori.

18. Il Segretario è nominato dal Vescovo e ha il compito di provvedere a tutto ciò che è necessario per il funzionamento del Consiglio, curando in particolare la redazione dei verbali e l’informazione alla Diocesi attraverso appositi comunicati.

19. Spetta all’Ufficio per il coordinamento della pastorale l’attuazione delle linee pastorali elaborate dal Consiglio pastorale diocesano e approvate dal Vescovo.


Durata e cessazione

20. Il Consiglio pastorale diocesano viene rinnovato ogni quattro anni. Cessa quando la sede episcopale diviene vacante (can. 513 § 2).

21. Qualora un membro eletto del Consiglio pastorale diocesano non possa più partecipare, viene sostituito con nuova designazione.

I presbiteri eletti nelle zone pastorali rimangono in carica anche in caso di trasferimento e, in caso di rinuncia, vengono sostituiti dal primo dei non eletti nella zona.

I membri “ratione officii” decadono se lasciano l’ufficio per il quale sono  stati nominati e vengono sostituiti da chi subentra nell’incarico.
 

Regolamento per le elezioni

1. La designazione dei laici nei Vicariati è attuata dal Consiglio Pastorale vicariale e avviene per suffragio universale su un elenco di candidati indicati dai Consigli pastorali parrocchiali o dai Consigli pastorali unitari per le Unità pastorali che li abbiano istituiti (cfr. Regolamento del CPP aggiornato a gennaio 2014 al n. 21.1).

2. Gli altri membri eletti vengono designati secondo le modalità stabilite dai relativi organismi diocesani.

3. Sette presbiteri vengono designati dalle apposite assemblee di zona.

4. I membri della Segreteria eletti dal Consiglio, vengono scelti mediante votazione, in cui ogni consigliere esprime quattro preferenze: due per i laici, una per i membri degli istituti di vita consacrata e una per i ministri ordinati.

5. È compito dell’ufficio diocesano di coordinamento pastorale organizzare e seguire le diverse fasi di elezione di cui al presente Statuto e Regolamento.

 

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NOTE

1 La consultività contribuisce a costruire qualcosa insieme, dove ognuno porta il suo contributo e partecipa in modo attivo al cammino che verrà indicato. La consultività è rilevante se non decisiva nella vita della Chiesa perché contribuisce alla decisione di individuare delle pratiche conclusioni per l’attività pastorale. Essa è una ricchezza per la comunità e rappresenta un diritto/dovere di partecipare in modo attivo e da protagonisti alla vita della Chiesa.

2 La piena comunione con la Chiesa si esprime mediante una fede sicura, una buona condotta morale, ed un atteggiamento di prudenza. Nella partecipazione attiva confluisce la ricchezza di diverse esperienze e sensibilità, di diverse opinioni e di diversi orientamenti, che proprio nel legame derivante dalla stessa fede e dalla comune appartenenza, rende possibile la  condivisione di linguaggi, strumenti e obiettivi e realizza quella comunione che è il cuore della vita cristiana.

3 Studiare, valutare e proporre sono dimensioni essenziali per realizzare una vera collaborazione. Tale percorso parte da uno studio preparatorio, e passa attraverso un discernimento comunitario per far emergere le linee di un cammino e per individuare ciò che è bene per il popolo di Dio. Anche questa è un’esperienza che aiuta a crescere nella comunione e che ha l’obiettivo di sostenere la missione.

4 La nomina è competenza del Vescovo ed i membri sono scelti non per realizzare una rappresentanza della Diocesi, ma per essere l’immagine del popolo di Dio che costituisce la Diocesi. La composizione è prevalentemente di fedeli laici ed in maggioranza provenienti dai Vicariati. La rappresentanza esige una condizione: una partecipazione qualificata che abbia uno sguardo d’insieme della vita pastorale e che non sia solo radicata sulla propria esperienza personale o, con riferimento esclusivo alla parrocchia, all’associazione, al movimento di riferimento, o all’attività pastorale svolta.

5 In presenza di problematiche di importante rilevanza è talvolta opportuno rendere esplicita la comunione e la sinodalità tra il Vescovo e i membri del CPP mediante la stesura e la divulgazione di un documento o di una nota sottoscritta congiuntamente dal Vescovo e dal CPD.

6 La vita pastorale delle Parrocchie si sta organizzando su quattro ambiti suggeriti dal Vescovo: 1) la dimensione sacramentale e celebrativa; 2) la dimensione educativa, catechistica, ecumenica, missionaria, 3) la dimensione fraterna, caritativa e solidale; 4) la dimensione territoriale, il dialogo con il territorio, l’impegno sociale, la famiglia, la scuola, il tempo libero. Questi diversi ambiti potrebbero costituire all’interno del CPD, delle specifiche “commissioni” per l’approfondimento delle tematiche inerenti ed esprimere un eventualmente un coordinatore quale componente della Segreteria. L’attività delle commissioni per la necessità di incontri più frequenti, consente un lavoro più approfondito, insieme ad un maggiore coinvolgimento dei membri del CPD.

 
 
 
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